Elio Corno, Guai chi tocca il VAR!

Guai chi tocca il VAR!

Più dei gol di Icardi e Cutrone l’argomento di moda, dopo due giornate di campionato, è il VAR strumento tecnologico destinato ad “aiutare” l’arbitro a non sbagliare più su alcune decisioni. Tutto sommato debbo dire che l’introduzione della “Moviola in campo” ha per ora dato risultati positivi, a parte ancora, alcune sviste, come  in Roma-Inter e Milan-Cagliari. Ma per tutte le altre gare del campionato gli interventi del VAR hanno evitato errori importanti ai diversi arbitri impegnati sui campi da gioco. Sono, invece, sobbalzato dalla poltrona quando ho sentito l’intervento a fine gara di Gigi Buffon: atleta sempre molto equilibrato e anche schivo a polemiche strumentali o faziose. Sul VAR il grande Gigi ha detto pressapoco così:”…liberateci da questo mostro, sembra di giocare a pallanuoto con tutte queste interruzioni!”. Ohibò! Ma è il vero Buffon, il numero 1 dei portieri mondiali, l’uomo considerato una icona del calcio internazionale? Dopo una rapida riflessione: sì è proprio Lui, il Grande.

E qui, un sottile sconforto mi avvolge. Ha aggiunto anche altre amenità statistiche. Tutta roba, secondo me, suggerita dalla Società che, sorpresa dai rigori contro assegnati dal VAR già nelle prime due gare ufficiali hanno provocato in Andrea Agnelli e nel suo a.d. Marotta uno shock. Mai successo che un arbitro nel nuovo stadio juventino abbia mai fischiato un rigore contro la Signora. Spaventati dal nuovo regime che, in effetti, sta facendo saltare l’immunità a Madama, la stessa sta cercando di correre ai ripari. Io, però spero che le Istituzioni del calcio resistano alle pressioni dei soliti noti e che il VAR venga difeso ad oltranza. L’unica cosa è che gli arbitri non debbono cascare nella trappola di considerarsi al sicuro e di avere le spalle coperte.

Conte Antonio, pensaci, l’Inter ti aspetta…

L’appuntamento è per fine giugno, quando il calcio-mercato aprirà le trattative e l’effetto domino delle panchine prenderà il via. E, a questo punto, ne vedremo delle belle a cominciare dalla panca interista. Non c’è dubbio che l’attuale Stefano Pioli, pur avendo un altro anno di contratto, non è sicuro di venire riconfermato. Sono voci recenti, infatti, che la Fiorentina stia pensando a lui in sostituzione dell’uscente Paulo Sousa – destinato a guidare i tedeschi del Borussia Dortmund -. Che mister Pioli possa meritare la riconferma non ci sono dubbi, tuttavia Suning, sull’Inter, ha ambizioni enormi e per questa ragione pensa in grande: vuole ingaggiare top-player e tecnici di fama mondiale, tra questi il proprietario del club, Zang Jingdon, ha fatto contattare il numero uno: Conte Antonio, da Lecce. L’aggancio è avvenuto all’inizio dell’avventura del tecnico in terra inglese quando l’allenatore italiano aveva manifestato insofferenza per le crescenti difficoltà di dialogo con la proprietà, ma soprattutto per non avere un rapporto diretto con il “Boss” Abramovich. Ora, dopo i risultati positivi ottenuti dalla squadra, il presidente del Chelsea, in testa alla classifica della Premier che, fra l’altro, sta dominand o con 10 punti di vantaggio sulla seconda, il rapporto tra i due si è fatto più stretto, tanto che Abramovich teme di perdere il condottiero italiano ed è pronto a fargli una campagna acquisti faraonica che, tra gli altri, comprenderebbe Neymar. Ma Conte gli ha fatto sapere che non lo vuole e che le sterline che servirebbero – si parla di 170 milioni di euro!- le vorrebbe indirizzate su altri 2/3 calciatori di sua scelta.

I cinesi di Suning, quindi l’Inter, è tornata all’attacco offrendo a Conte un quadriennale da 60 milioni di euro e il ruolo di Manager con un badget per il mercato di 400 milioni di euro. Insomma un contratto principesco con un ruolo che piace molto ad Antonio. Gli interisti restano alla finestra…e incrociano le dita e sperano questa estate di abbracciarlo e dargli il benvenuto sulla panchina nerazzurra.  Come si dice, “se sono rose fioriranno”- Anche la proprietà cinese incrocia le dita e, nel frattempo, progetta una grande Inter. Ai tifosi non resta che attendere gli sviluppi di questa storia.

Lettera aperta ad Aurelio…

Sono un giornalista del Nord! Ho svolto la mia attività di cronista sportivo al Corriere della sera e al Corriere d’Informazione, ho avuto l’onore di lavorare con il napoletano Gino Palumbo che ho trovato anche come Direttore alla Gazzetta dello sport e, infine, gli ultimi 15 anni di carriera mi hanno visto assunto a il Giornale con un altro grande Direttore, Indro Montanelli.

Premessa doverosa per rispondere a Lei, presidente di un grande club del Sud, che non merita un dirigente così poco educato. Lei vuole dare lezioni di cultura-sociale e poi produce i Cinepanettoni che di cultura, mi perdoni, non hanno proprio nulla. Io che sono giornalista del Nord anche martedì sera ho tifato Napoli con il cuore e sa perchè? Perchè a Napoli ho amici e tanti bellissimi ricordi ai tempi di Maradona. Scusi ma Lei dov’era in quegli anni? Non ricordo di averla mai incontrata e oggi dico per fortuna. Da una persona come è Lei signor Presidente, mi creda, è meglio stare lontani. Lei è un uomo pericoloso: ma come si fa ad andare davanti alle telecamere e vomitare veleno come ha fatto dopo la gara del San Paolo. No! Signor De Laurentis al Nord nessun giornalista”ODIA” Napoli perchè i napoletani sono brava gente e l’altra sera tutta Italia dalla Val D’Aosta alla Sicilia hanno tifato per la squadra che Lei, mi consenta, mal rappresenta con le sue esternazioni offensive e poco sportive.

Signor Presidente se soffre della sindrome dell’accerchiamento, beh, forse è meglio che si liberi del club e si dedichi ai suoi Cinepanettoni, attività più consona alla sua educazione. Si ricordi che i giornali del Nord e i giornalisti del Nord hanno sempre stigmatizzato e deplorato i cori di cui lei ha fatto cenno nella sua intemerata televisiva. Voglio sperare che essa sia stata frutto di un difetto di memoria e, quindi, possa esserle sfuggita la difesa chei giornalisti del Nord hanno sempre fatto schierandosi dalla parte dei tifosi partenopei.

La saluto con educazione e rispetto, ma spero di non sentirla più sproloquiare, tirando in ballo presunti attacchi nordisti, ma sarei felice di riascoltarla senza quella spocchia e arroganza che non si accompagna in un personaggio pubblico e importante come Lei rappresenta, sportivamente parlando, un grande Club come il Napoli calcio. Capisco l’amarezza per l’eleminazione dalla Champion – mi creda tutti noi abbiamo sofferto – ma da qui a passare agli insulti no, non è da galantuomini.

Tuttavia le stringo la mano augurando al “nostro” Napoli le più grandi fortune presenti e future.

A presto

 

Ora tocca alla Juve, incrociando le dita….

A Torino nello stadio-fortino della Signora i nerazzurri dell’Inter si giocano, a mio avviso, la stagione. In questi giorni di vigilia ho già sentito tanta ironia da parte di alcuni “buffoni” opinionisti-Tv schernire l’Inter. I suddetti farebbero bene ad evitare certi atteggiamenti perchè la sorte non voglia essere maligna nei confronti della Juve peraltro già umiliata all’andata di San Siro: una sconfitta anche allora inaspettata da parte di questi pseudo-tifosi bianconeri.

Il pronostico, certo, è tutto per gli uomini di Massimiliano Allegri. Ci mancherebbe! Tuttavia credo che i ragazzi di Stefano Pioli affronteranno la sfida a testa alta e consapevoli di poter giocare alla pari con una squadra che, se aggredita, potrebbe andare in difficoltà. All’andata, infatti, Icardi e Perisic infilarono Buffon senza tanto subire la superiorità dell’avversaria e a quei tempi l’Inter non era certo la squadra di oggi: equilibrata, organizzata e con la testa libera da vari condizionamenti. Soprattutto non veniva da 7 successi consecutivi, anzi le sue prestazioni erano criticate e fortemente contestate.

La crescita tecnica della squadra la si deve ad un allenatore pragmatico e serio come Stefano Pioli, capace di rimediare ai danni provocati dal suo predecessore, quel Frank De Boer che è stato giustamente esonerato. Personalmente non ce l’ho con il tecnico olandese, ma con quel folle di Erick Thohir, il peggior Presidente della storia interista. Tornando alla sfida di domenica sera allo Stadium di Torino, Juve-Inter è una di quelle partitr destinate a fare “giurisprudenza” nella storia del calcio nazionale. Io, per primo, non nascondo che l’attuale squadra bianconera è nettamente favorita e penso anche che il risultato finale la vedrà vincitrice, ma nel calcio non bisogna mai avere certezze e così confidando nella buona vena dei nerazzurri un pensierino positivo non lo escludo. Icardi ha più volte “bucato” il grande Buffon anche Perisic c’è riuscito di recente, insomma anche l’Inter ha le sue chance per fare bene. Io incrocio le dita e mi aggrappo a tutti gli scongiuri del caso. Mai dire mai, soprattutto in questo periodo dell’Anno dove condizione e determinazione possono fare, alla fine, la differenza.

Forza Inter! Non andare a Torino con il sentimento della paura altrimenti sei fregata.

Stiamo arrivando, senza fretta!

di elio corno

Cari Amici, interisti e non. Auguro a tutti un 2017 all’insegna della salute e del buon umore. Detto questo veniamo alle vicende pallonare, quelle che ci fanno gioire e quelle che ci fanno arrabbiare. Noi dell’Inter è più di un “lustro” che non riusciamo a sorridere a vivere una stagione degna della tradizione interista. Troppi cambi di proprietà, troppi cambi di allenatori, troppi errori tecnici e chi più ne ha, più ne metta. Insomma un periodo che è meglio cancellare dalle nostre menti anche se non è proprio facile.

Tuttavia, mi diceva un anziano professore del Liceo “…bisogna sempre guardare al futuro e pensare positivo!” parole più sagge non potevano non guidarmi nella mia crescita di uomo e, quindi, di vita: ed è questo che voglio che facciate anche voi interisti. Non lasciamoci prendere dallo sconforto se i risultati stentano ad arrivare, purtroppo non siamo noi la causa di questi fallimenti. Chi si deve vergognare sono loro: dirigenti e calciatori, coloro che hanno nelle loro decisioni il destino di una Società gloriosa e vincente. Ma veniamo all’attualità. Parliamo di Suning, la nuova proprietà cinese, quella che ha promesso di riportare la squadra ai vertici del calcio mondiale, posto che le compete per meriti sportivi avendo la stessa vinto tutto. In questi giorni si parla d’investimenti importanti a fine stagione: nomi di campioni che dovrebbero finalmente traghettare l’Inter fuori dalla palude nella quale è venuta a trovarsi. Io ci credo. Credo che Jindong si opererà perchè ciò accada. La proprietà di Nanchino non ha nascosto, fin dall’inizio, di avere grandi ambizioni sportive nel settore e di voler allestire, come detto, una grande squadra capace di puntare ai traguardi più ambiziosi.

Che la squadra attuale abbia dei problemi di equilibrio è noto a tutti: infatti essa alterna buoni risultati a catastrofiche sconfitte – la figuraccia in Europa League – è lì a testimoniare un flop pazzesco. Di recente, però, in campionato Stefano Pioli, tecnico pragmatico e serio, ha guidato i “matti” a tre successi consecutivi che hanno consentito alla squadra di risalire la classifica e riaccendere la speranza di poter conquistare quel terzo posto che con De Boer appariva impossibile. Quindi un “bravo” al tecnico va detto, aveva ereditato una…”armata Brancaleone” e, piano, piano l’ha trasformata in una squadra capace di battere Genoa, Sassuolo e Lazio. Risultato quest’ultimo importante considerato il valore dell’avversario che naviga a ridosso di Napoli e Roma.

L’Inter e gli interisti hanno sicuramente trascorso un Natale sereno da questo punto di vista pensando ad una squadra in crescita e non una squadra in crisi. Ora da mercato giungono voci interessanti, su tutte: l’ingaggio, in prestito senza obbligo di riscatto, del brasiliano del Liverpool, Lucas Leiva, 26 anni che Pioli sistemerà davanti alla difesa con al fianco Brozovic. Insomma un rinforzo che ritengo importante soprattutto sul piano della qualità tecnica. Mi dicono sia un “mastino”, un brasiliano che bada più alla sostanza che non ai colpi di tacco…forse se Piero Ausilio riuscirà anche a sfoltire la rosa, beh, allora ci potrà essere spazio per andare a rinforzare il reparto di fensivo in modo da aumentare la forza della squadra verso il traguardo del terzo posto.

E qui, per ora, mi fermo. Rinnovo a tutti i migliori Auguri e non mollate il sito: da oggi torneremo a dialogare sul tema che più ci sta a cuore. L’Inter e il calcio in generale.

Io applaudo chi ha fallito i rigori…..

Già, proprio così. Io capisco e assolvo quei rigoristi, azzurri,  che hanno regalato alla Germania la qualificazione alle semifinali di un Europeo che, certamente, non passerà alla storia. La nostra nazionale esce a testa alta da questa competizione continentale e merita tutto il rispetto da parte di ogni singolo tifoso. Antonio Conte ha il merito di aver restituito a ciascuno di noi quell’interesse che dopo il mondiale di Germania è andato piano piano diminuendo, addirittura spento alla vigilia di questo europeo perchè tutti, nessuno escluso, ha considerato la squadra “scarsa” e priva di “qualità”. E invece i ragazzi selezionati dal CT hanno compiuto una impresa uscendo dal torneo da imbattuti  (la gara contro l’Irlanda non fa testo, ndr) dopo aver sconfitto Belgio, Svezia, Spagna e pareggiando con la Germania. Il brutto anatroccolo si è trasformato in cigno.

Il gruppo voluto da Conte che è apparso, alla vigilia, come un’armata Brancaleone si è ben presto trasformato in un plotone d’esecuzione costringendo alla resa due avversarie di valore come Belgio e Spagna. Insomma mi rendo conto che oggi è facile spargere a piene mani elogi e attestati di benemerenze. Qualcuno potrà anche non condividere la mia opinione, ci mancherebbe ma in cuor mio non posso disconoscere  ‘ottimo europeo giocato da quei ragazzi. Hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo e per questo vanno osannati.

Antonio Conte lascia l’azzurro e va a guidare i blu del Chelsea di Roman Abramovich. Noi non possiamo che augurargli un sincero “in bocca al lupo” e sognare un suo ritorno sulla panca della nostra nazionale che fra qualche giorno passerà sotto la saggia guida di Ventura, un tecnico che insegna calcio e che sicuramente, a mio modesto parere, saprà allestire una squadra di qualità e di giovani. Anche lui come Conte si affiderà al modulo 3-5-2: una scelta intelligente per dare continuità all’ottimo lavoro di chi lo ha preceduto. Con Ventura saranno riconfermati, ne sono certo, Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini….campioni che possono dare ancora molto alla  nuova nazionale. Non mancheranno, ovviamente, le sorprese ma credo che una volta guarito Verratti tornerà ad illuminare il centrocampo azzurro in attesa del recupero di Marchisio. Una nazionale tutta da gustare.

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Mammaaaa, arrivano i…CINESI!!!

Mammaaaa, lì cinesi!!! L’Inter, la cara “Ambrosiana Inter” cambia definitivamente pelle, lingua e, ahinoi, tradizioni. Eric Thohir passa la mano. Quello che ci era stato presentato come un magnate, si è rilevato un busines-man, uno che pensa a fare “danè” e poco importa se l’Inter è costruita come una squadra di seconda divisione. Io non ho mai amato questo indonesiano che assomiglia più al Gabibbo che ad un imprenditore con il portafogli gonfio. Thohir, infatti, si leverà, fra non molto, dai piedi e cederà il 70 per cento delle sue quote ai cinesi di Suning i quali entro due anni acquisiranno il cento per cento delle quote, compreso anche il 30 per cento (o 29%) dell’ineffabile coppia Moratti-Tronchetti.

Finirà così un epoca come accadrà ai nostri dirimpettai, quelli del Milan. Tutto comincerà da zero, resteranno solo i ricordi di una storia – quella nerazzurra – fatta di trionfi e cocenti delusioni. Di quelli la, invece, non m’ interessa nulla tanto non li ho mai amati. Resterà Mancini? Credo di sì. Ha ancora un anno di contratto e se non succedono cataclismi guiderà anche nella prossima stagione l’Inter, una squadra che verrà sicuramente potenziata, soprattutto speriamo salga di qualità. Puntare allo scudetto sarà difficile, la Juve infatti è destinata, a parer mio, a dominare per altro lungo tempo. I bianconeri si stanno rinforzando e puntano a vincere la Champions: ce la possono fare con Dani Alves e Mascherano. Due fuoriclasse.

Tornando a noi e ai cinesi credo che l’Inter potrà avere un futuro migliore, calcisticamente parlando. I nuovi proprietari hanno ambizioni interessanti sul piano sportivo portano un mercato enorme che può solo generare frutti interessanti che finiranno con il rinvigorire una squadra pronta per affrontare sfide mondiali. La cosa migliore, comunque, è l’azzeramento del debito che libera la Società  da quella spada di damocle che ha impedito al club di fare investimenti nel mercato.

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Banega? Non è un fenomeno!

Ho visto Siviglia e Liverpool nella finale di Europa League in quel di Basilea, Svizzera. Una gara piacevole per gli occhi: combattuta da ambo le parti e con capovolgimenti di fronte divertenti e, in alcune fasi, perfino esaltanti. Ha vinto, come sapete, la squadra spagnola, ha vinto per la terza volta consecutiva a dimostrazione che all’estero, più che da noi, a questa manifestazione ci tengono. Gli inglesi addirittura ci hanno sperato. Hsanno resistito per un tempo ma all’inizio della ripresa il Siviglia ha imposto la sua legge e per il Liverpool è stata notte da incubo. Ad onore del vero bisogna anche sottolineare che l’arbitro svedese Eriksson non si è mostrato all’altezza di una finale. Ha negato agli uomini di Klop due rigori sacrosanti. In questo caso la gara, forse, avrebbe potuto assumere contorni e risultato differenti. Ma questo è il calcio e le sue regole (arbitrali) vanno rispettate anche se, alla fine, torni nello spogliatoio con i nervi tesi e  con l’animo carico di rabbia. Fra l’altro è la quinta finale che il tecnico tedesco perde tra Champions ed Europa league: una sorte di sfortuna nera.

Tuttavia non credo che il Siviglia abbia rubato niente. Gli spagnoli hanno vinto con merito soprattutto nella ripresa quando sono entrati in campo con una determinazione e una voglia di portare a casa la coppa ben diversa dai loro avversari apparsi improvvisamente spenti e privi di una qual si voglia reazione. Preso il gol del pareggio non sono stati più in grado di reagire mentre Gameiro e Coke castigavano il rivale con fiera determinazione.

Il tecnico degli spagnoli, Unai Emery, ha ottenuto un nuovo trionfo e domenica lo aspetta in Coppa del Re nientemeno che Messi con il suo Barcellona. A volte l’entusiasmo produce risultati impensabili e il Siviglia, sono certo, non avrà alcun timore riverenziale ad affrontare la corazzata Barcellona. Vincere aiuta a vincere. E ora l’Inter aspetta con fiducia Banega, l’uomo atteso come il salvatore della patria: personalmente non mi ha entusiasmato ma quelli che capiscono di calcio più di me asseriscono che nella finale è stato il trascinatore della squadra. Sarà ma l’esperienza m’insegna di volare basso e aspettare ancora prima di esprimere giudizi trionfalistici – tevcnicamente parlando – su questo argentino con passaporto spagnolo. Alla prossima.

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Milan, missione impossibile…

I tifosi del Milan, in cuor loro, sperano in un successo nella finale di Coppa Italia contro la Juventus campione d’Italia per la quinta volta consecutiva. Si dice che la “speranza” è sempre l’ultima a morire. Ma ci sono imprese e imprese: quella a cui è chiamato questo Milan mi sembra davvero impossibile. In casa rossonera regna il caos. Si dice che in una partita secca tutto può accadere anche l’impossibile, nel nostro caso, però la tenzone che propone questa finale è di quelle da brividi. Il Milan con il cambio del tecnico (da Mihajlovic a Brocchi) ha fatto un notevole passo all’indietro. Responsabile di questo disastro è Silvio Berlusconi, il solo che deve rispondere ai tifosi rossoneri.

I milanisti stanno navigando in un mare di guai. Cristian Brocchi – verso il quale non ho nessun motivo particolare di critica – ha mostrato scarsa personalità. Le sue recenti esternazioni contro la società dimostrano l’insicurezza di un giovane tecnico gettato in prima linea senza coperture particolari. Abbandonato, in primis, dal suo mentore, il Presidente, oggi si trova abbandonato anche da una parte dello spogliatoio che non ha gradito certe dichiarazioni fatte dopo la sconfitta interna contro la Roma. Mi hanno soffiato che i giocatori hanno smentito il fatto che nel  “a faccia a faccia” con la squadra Brocchi non ha mai pronunciato quelle pesanti accuse al gruppo. In buona sostanza ciò che è uscito sui giornali sia frutto di dichiarazioni fatte in conferenza stampa e non ai giocatori, verso i quali invece ha usato termini al miele. Una brutta storia, certo che alimenta i malumori in casa Milan.

La Società rossonera è sempre più in balia di se stessa in attesa che il capo supremo si decida a vendere il club ai cinesi. Operazione che dovrebbe avvenire entro fine mese o prima dell’inizio dell’europeo per nazioni. Ma mi dicono che Silvietto non ha alcuna intenzione di privarsi del giocattolo e questo getta nello sconforto anche il popolo milanista sempre più imbufalito per una situazione ormai incancrenita e che sta danneggiano sempre più l’immagine del club.

Sull’altro fronte, invece, tutto procede a gonfie vele – a parte la polemica tra la società bianconera e il ct Conte che si è visto rifiutare l’invio di Bonucci per lo stage in azzurro -. Quisquiglie direte voi ma l’episodio non ha certo illuminato la figura di Andrea Agnelli, giovine rampollo di casa Agnelli, sempre pronto a fare dispettucci al suo ex allenatore. Detto questo e, chiudo, non vedo come la Juventus possa perdere questa sfida con il Milan. Anche se tutto può accadere in un match senza andata e ritorno.

 

E’ una squadra da…schiaffi!

Al tifo rossonero: non abbattetevi, c’è l’Inter a tenervi alto il morale. Robe da matti. Anche domenica sera all’Olimpico contro la Lazio è andato in scena uno degli spettacoli più osceni “recitati” dalla banda Mancini. Mai visto una squadra da schiaffi con così scarsi attributi ed orgoglio. E’ stata una delle Inter più brutte di sempre: del resto gli attori sono mezze calzette _ a parte qualcuno _ gli altri fanno davvero pena. Niente tecnica, niente intelligenza tattica scarso senso di appartenenza: Ha voglia mister Roberto a predicare che là davanti, questi giocatori, non riescono a segnare. La verità è che nel calcio di oggi schierare una sola punta, di ruolo, è troppo poco se ambisci a traguardi europei. soprattutto il Mancio deve fare autocritica perchè ha voluto ed ottenuto 17 nuovi giocatori ed ha costruito una squadra non equilibrata. E con la crisi economica che sta attraversando il club c’è il rischio che a fine stagione si possa perdere un paio di giocatori di qualità come Icardi ( su di lui il Chelsea di Antonio Conte) o come Peresic/Handanovic.

Se l’Inter fosse stata costruita meglio, forse oggi staremmo qui a fare ben altri discorsi, parleremmo magari di come rafforzare la squadra per il ritorno in champion. Già ma questo è il famoso “senno del poi” che non serve a nulla. Sull’altra sponda non se la passano meglio, anzi peggio. Il Milan è sull’orlo di una profonda crisi di nervi, meglio dire d’identità. Dopo il clamoroso pareggio interno contro il modesto Frosinone, la squadra di Brocchi sembra essere allo sbando sotto tutti i punti di vista, da quello societario a quello tecnico. I tifosi milanisti sono giustamente sul piede di guerra. Gli attacchi a Silvio Berlusconi ed Adriano Galliani per il momento non hanno sortito alcun effetto. La squadra è sempre più sola, mentre i cinesi tardano ad arrivare. Insomma una situazione paradossale per un grande club che ora rischia anche di uscire dal preliminare di europa league.

Mentre sul fronte interista i responsabili del flop sono ben individuabili, in casa rossonera il fallimento coinvolge tutti: dal Presidente, le cui scelte tecniche hanno prodotto solo una gran confusione, ad Adriano Galliani, non più quel “CONDOR”  che tanto aveva esaltato i tifosi con i suoi colpi negli ultimi tre giorni di mercato fino ai Calciatori tutti. Un gruppo poco coeso e incapace di esprimere gioco e conquistare vittorie. Domenica a San Siro se l’arbitro non gli avesse inventato il secondo rigore (il primo sbagliato da quel fenomeno di Balotelli), il Milan avrebbe subito una severa lezione dal Frosinone. Squadra quest’ultima che avrebbe sicuramente meritato i 3 punti per sperare nella salvezza.

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