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Ora tocca alla Juve, incrociando le dita….

A Torino nello stadio-fortino della Signora i nerazzurri dell’Inter si giocano, a mio avviso, la stagione. In questi giorni di vigilia ho già sentito tanta ironia da parte di alcuni “buffoni” opinionisti-Tv schernire l’Inter. I suddetti farebbero bene ad evitare certi atteggiamenti perchè la sorte non voglia essere maligna nei confronti della Juve peraltro già umiliata all’andata di San Siro: una sconfitta anche allora inaspettata da parte di questi pseudo-tifosi bianconeri.

Il pronostico, certo, è tutto per gli uomini di Massimiliano Allegri. Ci mancherebbe! Tuttavia credo che i ragazzi di Stefano Pioli affronteranno la sfida a testa alta e consapevoli di poter giocare alla pari con una squadra che, se aggredita, potrebbe andare in difficoltà. All’andata, infatti, Icardi e Perisic infilarono Buffon senza tanto subire la superiorità dell’avversaria e a quei tempi l’Inter non era certo la squadra di oggi: equilibrata, organizzata e con la testa libera da vari condizionamenti. Soprattutto non veniva da 7 successi consecutivi, anzi le sue prestazioni erano criticate e fortemente contestate.

La crescita tecnica della squadra la si deve ad un allenatore pragmatico e serio come Stefano Pioli, capace di rimediare ai danni provocati dal suo predecessore, quel Frank De Boer che è stato giustamente esonerato. Personalmente non ce l’ho con il tecnico olandese, ma con quel folle di Erick Thohir, il peggior Presidente della storia interista. Tornando alla sfida di domenica sera allo Stadium di Torino, Juve-Inter è una di quelle partitr destinate a fare “giurisprudenza” nella storia del calcio nazionale. Io, per primo, non nascondo che l’attuale squadra bianconera è nettamente favorita e penso anche che il risultato finale la vedrà vincitrice, ma nel calcio non bisogna mai avere certezze e così confidando nella buona vena dei nerazzurri un pensierino positivo non lo escludo. Icardi ha più volte “bucato” il grande Buffon anche Perisic c’è riuscito di recente, insomma anche l’Inter ha le sue chance per fare bene. Io incrocio le dita e mi aggrappo a tutti gli scongiuri del caso. Mai dire mai, soprattutto in questo periodo dell’Anno dove condizione e determinazione possono fare, alla fine, la differenza.

Forza Inter! Non andare a Torino con il sentimento della paura altrimenti sei fregata.

E’ una squadra da…schiaffi!

Al tifo rossonero: non abbattetevi, c’è l’Inter a tenervi alto il morale. Robe da matti. Anche domenica sera all’Olimpico contro la Lazio è andato in scena uno degli spettacoli più osceni “recitati” dalla banda Mancini. Mai visto una squadra da schiaffi con così scarsi attributi ed orgoglio. E’ stata una delle Inter più brutte di sempre: del resto gli attori sono mezze calzette _ a parte qualcuno _ gli altri fanno davvero pena. Niente tecnica, niente intelligenza tattica scarso senso di appartenenza: Ha voglia mister Roberto a predicare che là davanti, questi giocatori, non riescono a segnare. La verità è che nel calcio di oggi schierare una sola punta, di ruolo, è troppo poco se ambisci a traguardi europei. soprattutto il Mancio deve fare autocritica perchè ha voluto ed ottenuto 17 nuovi giocatori ed ha costruito una squadra non equilibrata. E con la crisi economica che sta attraversando il club c’è il rischio che a fine stagione si possa perdere un paio di giocatori di qualità come Icardi ( su di lui il Chelsea di Antonio Conte) o come Peresic/Handanovic.

Se l’Inter fosse stata costruita meglio, forse oggi staremmo qui a fare ben altri discorsi, parleremmo magari di come rafforzare la squadra per il ritorno in champion. Già ma questo è il famoso “senno del poi” che non serve a nulla. Sull’altra sponda non se la passano meglio, anzi peggio. Il Milan è sull’orlo di una profonda crisi di nervi, meglio dire d’identità. Dopo il clamoroso pareggio interno contro il modesto Frosinone, la squadra di Brocchi sembra essere allo sbando sotto tutti i punti di vista, da quello societario a quello tecnico. I tifosi milanisti sono giustamente sul piede di guerra. Gli attacchi a Silvio Berlusconi ed Adriano Galliani per il momento non hanno sortito alcun effetto. La squadra è sempre più sola, mentre i cinesi tardano ad arrivare. Insomma una situazione paradossale per un grande club che ora rischia anche di uscire dal preliminare di europa league.

Mentre sul fronte interista i responsabili del flop sono ben individuabili, in casa rossonera il fallimento coinvolge tutti: dal Presidente, le cui scelte tecniche hanno prodotto solo una gran confusione, ad Adriano Galliani, non più quel “CONDOR”  che tanto aveva esaltato i tifosi con i suoi colpi negli ultimi tre giorni di mercato fino ai Calciatori tutti. Un gruppo poco coeso e incapace di esprimere gioco e conquistare vittorie. Domenica a San Siro se l’arbitro non gli avesse inventato il secondo rigore (il primo sbagliato da quel fenomeno di Balotelli), il Milan avrebbe subito una severa lezione dal Frosinone. Squadra quest’ultima che avrebbe sicuramente meritato i 3 punti per sperare nella salvezza.

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…quel fuorigioco millimetrico, ahi-ahi!!!

Che polverone sul gol di Icardi! E’ vero il gol andava annullato e questo lo dico con la massima sincerità perchè così avrebbe voluto il regolamento. Ma quante reti abbiamo visto assegnate da fuorigioco maggiori eppure sono passate presto in archivio? Capisco i tifosi del Napoli ma non capisco il loro presidente, quel De Laurentiis inviperito per il torto subito, ma felice quando il suo Napoli vinceva con qualche favore arbitrale. E’ qui, in questi casi, che si vede la sportività di un individuo capace di accettare le “regole” dello sport.

Nella vita, in particolare nel calcio, questo tipo di torti sono all’ordine del giorno. Il Napoli è in silenzio stampa, una scelta contestabile ma accettabile. Certo, i tifosi partenopei non saranno contenti perchè non possono avere notizie dei loro “idoli”. Il silenzio stampa è sempre controproducente è una imposizione assurda per la comunità. Ma torniamo al fuorigioco che, in pratica, ha consentito all’Inter di mettere il match in discesa. L’assistente era in linea e se ha deciso di non alzare la bandierina significa che non era convinto della posizione irregolare di Icardi e il regolamento dice che se non sei sicuro la bandierina la devi lasciare abbassata. Scandalo? Non scherziamo.

La circostanza ha premiato l’attaccante interista la cui posizione in effetti – tracciata la linea – vedeva la punta dello scarpino leggermente oltre la linea bianca. Ripeto: un fuorigioco  millimetrico che la difesa partenopea avrebbe avuto tutto il tempo per bloccare l’attaccante dell’Inter che, al contrario, è stato grande a sfoderare una meravigliosa acrobazia e realizzare un grande gol. Di casi come questo ne vedremo ancora tanti e ci saranno i De Laurentiis di turno che lasceranno la tribuna d’onore con il volto scuro ed eviteranno telecamere e microfoni. La cosa non ci stupirà. Resterà, invece, il rammarico ai tifosi di non conoscere il pensiero dei propri beniamini.

Il presidente del Napoli avrebbe dovuto gettare acqua sul fuoco e dimostrare di essere un grande uomo di sport. Mi dispiace ma ha perso un’altra occasione per illuminare la sua immagine.

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Mancio, ti chiedo scusa!

Quando lessi la formazione anti-Roma, lo confesso, mi adirai molto. Imprecaio per le scelte di D’Ambrosio e Nagatomo sulle face e la presenza di Guarin lasciando in panca Kondogbia. Ebbene, durante il match mi sono profondamente ricreduto e mi sono dato del pirla per non aver capito la genialità del Mancio. “Scusa Roby”, ho affermato al termine della gara vinta dall’Inter come sappiamo. Scuse dettate non dalla vittoria ottenuta, ma per il modo con il quale Mancini l’ha cercata e ottenuta: ha rivoluzionato la formazione ed ha ottenuto, amio giudizio, una grande vittoria dando una lezione di gioco e personalità a quel Rudy Garcia venuto a San Siro con quella spocchia ed arroganza tipica dei francesi.

Era convinto, il tecnico romanista di vincere con facilità, “asfaltando” l’avversario sommergendolo con un mare di gol. Così non è stato, anzi pur riconoscendo ai giallorossi la forza di costruire ottime occasioni l’Inter ha saputo difendersi con ordine senza mai perdere la concentrazione e ribattere colpo su colpo grazie anche ad un stratosferico Handanovic. Detto questo riconosco a Roberto Mancini la bravura di un professionista che sa il fatto suo. Battere questa Roma, una macchina quasi perfetta nei propri meccanismi offensivi, non era facile, anzi. Eppure il genio del Mancio ha messo in difficoltà il rivale che è stato incredulo a guardare, impotente, una sconfitta bruciante per le ambizioni dei suoi uomini.

Nel pomeriggio ho anche assistito al derby torinese vinto dalla Juve all’ultimo gong. Un successo importante per la banda di Allegri, ma, lasciatemelo dire, immeritato. Il Toro di Ventura ha disputato una grande gara e il pareggio sarebbe stato un risultato più giusto. Domenica l’Inter farà visita ai granata: gara di notevole difficoltà per i nerazzurri perché questo Toro gioca un calcio spumeggiante. Un calcio fatto di ritmo e lucidità. L’Inter non dovrà regalare spazi e tempo a questo avversario che va in rete con facilità. Insomma sarà per i nerazzurri un altro esame importante e da prendere con la massima concentrazione. Forse Icardi tornerà al centro dell’attacco e speriamo che la lezione ultima lo induca a tenere un atteggiamento differente dalle ultime prestazioni.

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Mancio, sveglia! Così non va bene

di elio corno

 

A Palermo, una squadra che ha mire Champions, deve vincere. Questa Inter sta facendo come i gamberi, invece, di migliorare peggiora. Il gioco continua a latitare: il tecnico, Roberto Mancini, continua a cambiare modulo e formazione, la squadra resta una incompiuta e i giocatori in campo palesano confusione e poca aggressività. Non è l’Inter che mi aspettavo, anzi fatica a segnare pur avendo giocatori di qualità. Rispetto alla rosa che aveva Mazzarri, questa è decisamente migliore soprattutto sul piano tecnico e qualità. Ma il Mancio non riesce a trovare la giusta alchimia vanificando il valore della rosa.

Penso che bisogna scegliere l’undici titolare e far giocare sempre gli stessi senza titubanze, mi sembra invece che Mancini, per primo, stia attraversando un momento di assoluta confusione, “prigioniero del proprio ciuffo”. Liajcic è un elemento di indubbio valore, eppure lo tiene in panchina. Quelle poche volte e con scarso minutaggio il ragazzo in campo dà vivacità. Perisic è un altro di indubbio valore, ma spesso lo schiera in un ruolo che non è il suo. Insistere su Guarin è un insulto all’intelligenza del popolo nerazzurro. Insomma, caro Mancio, la tua per ora è una gestione che non può essere condivisa. La squadra non può regalare sempre un tempo agli avversari e svegliarsi soltanto l’ultimo quarto d’ora dopo che vengono fatte delle sostituzioni. E’ vero Biabyani sta crescendo, ma non può essere ancora un titolare anche se a Palermo, entrato lui, la squadra è migliorata. L’Inter deve essere più incisiva fin dall’inizio, deve entrare in campo con quella cattiveria e aggressività che fino ad oggi non si è vista.

Icardi? Questo è un capitolo a parte. L’attaccante argentino che reputo uno dei più forti attaccanti di questo campionato viene lasciato troppo solo là davanti. E la colpa è tua, caro Mancio, perché non riesci a impostare un gioco che permetta a Maurito di poter sfruttare, in area, più palloni. A Palermo il ragazzo non ha toccato biglia. Isolato e vittima dei due centrali che non gli hanno fatto toccare palla. Viene servito (quelle poche volte) male, perché? Già, perché. Inutile parlare di panchina, inutile affermare che “…non è un delitto se dovesse cedere il posto ad altri”. Trovo questo assurdo. L’Inter fa fatica ad andare in gol perché la squadra non gioca da squadra ma da singola. A Palermo ho visto Guarin esibirsi in un ottimo contropiede creando i presupposti per segnare, ma l’egoismo ha gettato alle ortiche una occasione fantastica: bastava alzasse il testone e passasse – aveva una doppia scelta – a destra o a sinistra ai compagni completamente liberi. Insomma una situazione che la dice lunga sui difetti di questo giocatore e su quelli di questa squadra.  Fra due giorni si va a Bologna…se nemmeno lì si prendono 3 punti, beh, allora caro Mancio fatti un esame e pensa ad un futuro assai buio. La Juve sta recuperando e il Milan pur giocando peggio dell’Inter vince anche se l’arbitro Rocchi contro il Sassuolo gli ha fatto un gran bel regalo. Mancio, sveglia è ora.

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